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Per noi oggi volare è assolutamente normale – salvo quelli terrorizzati dai voli aerei. Eppure per arrivare a questi risultati con tecnologie così avanzate che stanno addirittura portando alla sperimentazione dei primi velivoli civili elettrici, ne è passata di acqua sotto i ponti! Non vi siete mai chiesti come si è arrivati fino a qui? È una storia estremamente affascinante e lunga, che noi naturalmente vi riassumeremo in questo articolo.

Una storia di esperimenti falliti

Il mondo che conosciamo oggi è un posto relativamente piccolo, con distanze che sono facilmente raggiungibili – previa possibilità economica – al massimo in un giorno, con qualche scalo o pernottamento altrove. Ma insomma, a meno che non scegliamo noi di passare giorni in nave o settimane in treno, anche raggiungere Tokyo, nell’Impero del Sol Levante, dalla nostra Roma non richiede più di 12 o 16 ore.

E l’aereo è qualcosa di ancor più normale se consideriamo gli spostamenti in Europa. Vuoi andare a Londra? Bene, cerca l’offerta su Ryanair o EasyJet, e trovi il volo anche a 15€! Una cosa che anche solo 20 anni fa era impensabile, ad evidenziare quanto la storia evolva moto più velocemente di quanto pensiamo, e quanto rapidamente cambia la società al punto che molto spesso non ce ne accorgiamo e rimaniamo legati a dei modi di vivere che ormai sono superati da tempo. È normale, è difficile per una mente come quella umana – nata per difendersi, come dice Russ Harris nel suo libro di psicologia La Trappola della Felicità – abituarsi a dei cambi socio-economici così repentini. Eppure bisogna farlo, perché ci si mette un attimo a rimanere indietro.

A tal proposito, chissà cosa direbbe oggi il nostro Leonardo Da Vinci, il primo uomo della storia a sperimentare un prototipo di velivolo – che ovviamente non funzionò. Ma come, non lo sapevate? Certo che sì: Da Vinci era un pittore, uno scultore ma anche un’abile inventore, e non poche delle tecnologie che oggi abbiamo e conosciamo si devono ai suoi pazzi esperimenti, sia a livello teorico sia a livello pratico. Se non ci credete dovreste visitare il Museo della Scienza, che si trova a Firenze proprio sul Lungarno.

Comunque, l’esperimento di Da Vinci è solo il primo di una lunga serie, ma già l’inventore toscano è la sintesi di secoli e secoli di teorie, miti e sogni che volevano l’uomo in grado di volare, miti che partono dall’Antica Grecia (vi ricordate i celebre Volo di Icaro, non certo finito bene) e che proseguono tradizioni ancora più antiche, e che non hanno mai smesso. Se non li conoscete, è ora di imparare un po’ di affascinante storia dell’aviazione. Ma partiamo da altri significati.

Un aereo – parola che viene dal greco antico “aer, mentre aviazione deriva da avis, che in latino significa “uccello” – è appunto un mezzo di trasporto estremamente più pesante dell’aria, che però è in grado di volare attraverso l’aria. Gli aerei sono costituiti da un corpo anteriore, che è la parte comprendente la cabina di guida dove risiedono i piloti, e il restante del corpo con la zona passeggeri o la zona merci. Naturalmente non devono mancare le ali, che aiutano l’aereo a mantenersi in volo per il concetto fisico di ascensione. Un velivolo ha poi una coda posteriore, divisa nel timone e nella coda timone profonda, in grado di assicurare una migliore e maggiore manovrabilità, oltre alla stabilità del velivolo intero.

Oggi conosciamo gli aerei divisi in aerei di linea, di carico, militari (a loro volta suddivisi in bombardieri, spia, caccia), aerei da acrobazie (come quelli delle Frecce Tricolore, ancora oggi un nostro vanto) gli aerei antincendio e via dicendo. Ogni mezzo ha uno o più motori che si trovano sia nel corpo veicolo sia nelle ali (o in uno o nell’altro, in base alla tipologia e al modello). Ci sono anche velivoli privi di motore, ovvero gli aeromobili a vela, che naturalmente non sono impiegati per il trasporto pubblico di persone e merci, ma per uso personale o al massimo per sport (come per esempio il deltaplano).

Il desiderio nascosto dell’uomo

L’uomo ha sempre desiderato volare, e insieme al controllo del tempo e dello spazio, è stato per secoli un punto fisso nella mente di molti scrittori e inventori. Ma questa volontà nasce dalla preistoria, e prosegue anche man mano che la società si sviluppa. Abbiamo già visto i greci, che ne parlano nel mito di Icaro (con le sue ali di cera, che si avvicinò troppo al sole, il quale sciolse le sue ali facendo precipitare il giovane. Se volete saperne di più il consiglio è sempre quello di acquistare un dizionario mitologico, dove sono riportate più versioni di ogni mito). Ma al di là delle leggende, sappiamo bene che i greci erano abili precursori della scienza, e erano grandi osservatori del cielo e delle stelle – per primi insieme agli egizi avevano capito l’eliocentrismo e la sfericità del globo terrestre.

Abbiamo poi accennato anche di Da Vinci, con il suo primo esperimento nel XV secolo. Francese è invece l’invenzione della Mongolfiera, che permise il primo volo di esseri umani grazie a Jean-François de Rozier e François Pilàtre Arlanda) e in questo modo fu vinto per la prima volta il limite legato alla terra dell’Uomo. Da quel momento partì la sfida alla creazione di un dispositivo più pesante dell’aria, che fosse però in grado di muoversi da solo attraverso l’aria.

Per arrivare ad un risultato concreto – pur essendoci nel frattempo non pochi esperimenti e non pochi scienziati che accolsero la sfida – bisogna attendere il 28 Agosto 1883, anno in cui John J. Montgomery fece il primo volo controllato su un aliante, macchina più pesante dell’aria. Altri che nello stesso periodo riuscirono a fare dei voli controllati erano Otto Lilienthal, Octave Chanute, Percy Pilcher. Mentre il Francese Clément Ader sperimentò L’Eolo, prima macchina simile ad un aereo che si muoveva con un motore a vapore.

L’Eolo era più pesante dell’aria e poteva viaggiare per 50 metri alzandosi di 20cm. È ovviamente impossibile parlare dell’Eolo come aereo vero e proprio, inteso come lo vediamo oggi, dal momento che tale macchina non aveva controlli di genere per la gestione e in oltre le ali erano a pipistrello, quindi poco efficaci. Il primo, vero aereo della storia si chiama Flyer, è americano e fu interamente progettato, costruito e pilotato dai due fratelli Wilbur e Orville Wright, entrambi tra l’altro contribuenti allo sviluppo dell’aeronautica. I Wright costruirono nel 1903 il primo propulsore originale, più efficace del 35% rispetto alle altre eliche esistenti in quel momento. Sempre i Wright costruirono un aereo pesante 337kg e con un motore da ben 12 cavalli!

Tuttavia ciò che orbita intorno ai Wright è un misto di leggenda, dal momento che non ci sono testimoni significativi al di fuori di 4 bagnini e un giovanotto, ad aver visto tale test. E sembra inoltre che per far alzare il loro velivolo usarono una catapulta. Per queste incertezze, si tende a considerare come pioniere e fondatore dell’aviazone moderna è Santos-Dumont, il primo a fare interamente da solo e con mezzi propri un volo durato oltre 12 secondi, volo che fu visto il 12 novembre 1906 e raccontato dalla stampa e da diversi piloti, con le autorità e la presenza dell’Aero Club de France.

Sappiamo che tali invenzioni condizionarono anche la prima guerra mondiale, primo conflitto della storia a presentare tra le sue fila anche degli aerei. Dopo la fine della Grande Guerra – come si tende a nominare questo tragico evento del Primo Novecento – le tecnologie permisero agli ingegneri di continuare lo sviluppo del propulsore e a studiare un metodo di propulsione. Si venne quindi a brevettare, nel 1930 la prima turbina, mentre nel 1939 – a ridosso del secondo conflitto mondiale – fu eseguito il primo volo Heinkel Jet nella storia. Dopo la parentesi ancor più violenta della Seconda Guerra Mondiale, sappiamo bene cos’è successo, con l’arrivo degli aerei Boeing e la nascita del trasporto aereo a livello civile, che ha permesso di connettere il mondo in maniera nettamente più veloce.